Maurizio
Actis.
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Meno tempo sulle cose stupide.
Copiare gli stessi dati da un file all’altro. Cercare la finestra giusta tra venti aperte. Rifare a mano ogni settimana lo stesso passaggio. Scrivo software per togliere di mezzo queste cose.
Sulla scrivania ci sono alcune cose che ho fatto. Scorri, te le faccio vedere una alla volta.

Due cose sullo schermo. OMP Studio, l’app con cui seguo più progetti da una finestra sola: quando cambio progetto, ritrovo dove ero rimasto. E due elenchi da unire, senza copiarli a mano riga per riga.
Volevo solo che il mio lettore parlasse italiano. Poi ci ho messo promemoria, calendario e qualche gioco per le pause.
E poi mi piace quando un file diventa una cosa che posso tenere in mano. Questo l’ho stampato io, da un modello di qualcun altro: è ancora in tre pezzi.
Mi piace vedere fin dove può portare un’idea.
Ho iniziato con Minecraft, poi sono arrivati la scuola tecnica e i primi programmi. Mi piaceva vedere funzionare qualcosa perché l’avevo costruito io. Mi piace ancora, soprattutto quando serve anche a qualcun altro.
Vivo a Cuneo. In bici cerco la velocità e i posti che riesco a raggiungere con le mie gambe. In montagna, il panorama e le persone con cui condividerlo. Corro e arrampico per quella soddisfazione che arriva solo dopo la fatica.
Le cose che mi sono sistemato da solo
Quando le foto non ci stavano più e non volevo continuare a pagare Google Photos, ho imparato a gestire un server con Immich. Poi ho fatto lo stesso con le password. Mi piace capire cosa esiste e farlo funzionare come serve a me.

C’è qualcosa che ogni volta ti fa pensare: «possibile che si debba fare così?»
Raccontamelo. Come funziona oggi e cosa vorresti che fosse più semplice. Non serve avere già la soluzione.
- Mi serve fare X, senza tutte le altre funzioni di questo software.
- Questo passaggio lo facciamo ancora a mano.
- Continuiamo a passarci gli stessi Excel via mail.